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Trento
30 gennaio | 12:08

Cooperazione internazionale, Ferrari: "Il Governo punta sul 'Piano Mattei', Fugatti torni ad aiutare le associazioni trentine" 

Sono molti i tagli portati avanti dalla politica provinciale di questi anni sulla cooperazione internazionale. Sono sopravvissuti, ma solo in parte, i sostegni alle emergenze umanitarie e ovviamente quelli europei, che, grazie alla competenza maturata, le nostre associazioni maggiori riescono ad ottenere, vincendo i bandi

Cooperazione internazionale, Ferrari: Il Governo punta sul 'Piano Mattei'
di Redazione

TRENTO. Tornare a fare cooperazione internazionale dando aiuto e supporto alle tante associazioni trentine impegnate in questo settore. A chiederlo, attraverso una nota, è l'onorevole Sara Ferrari, già, assessora alla Cooperazione internazionale della Provincia di Trento.

 

Sono molte le perplessità espresse sui tagli fatti dalla politica provinciale in questi anni e che hanno colpito diversi progetti di solidarietà e cooperazione internazionali che venivano portati avanti nelle zone più disagiate del mondo.

 

“Per trent’anni – ha spiegato Ferrari - in Trentino si è fatta cooperazione internazionale 'alla pari', esattamente come dice di voler fare oggi la premier Meloni. Oltre a sostenere progetti di emergenza, si sono fatte attività di educazione, preparazione al lavoro, professionalizzazione di operatori sanitari, valorizzazione del volontariato comunitario, costruzione di ospedali, scuole, centri agrari, perfino di formazione tecnica agli amministratori locali. Il tutto per costruire proprio quelle 'occasioni di crescita che permettano agli africani di non dover lasciare il loro paese' come dice oggi la Presidente del Consiglio”.

 

Un impegno che il governo di centrodestra in Trentino ha completamente liquidato. “Appena arrivati al governo della Provincia Autonoma di Trento nel 2018 il presidente Fugatti – spiega la parlamentare del Pd - e la sua Giunta hanno chiuso tutto, tagliando il supporto pubblico alle associazioni trentine che in Africa svolgono attività di sviluppo. Sono sopravvissuti, ma solo in parte, i sostegni alle emergenze umanitarie e ovviamente quelli europei, che, grazie alla competenza maturata, le nostre associazioni maggiori riescono ad ottenere, vincendo i bandi”.

 

Così al grido “i soldi dei Trentini devono restare ai Trentini”, il centro destra ha smesso di cofinanziare i progetti, smantellando un sistema virtuoso di collaborazione tra pubblico e volontariato, di cooperazione allo sviluppo, di relazioni internazionali che era unico in Italia.

 

Iniziative che erano riuscite a creare ponti tra comunità e persone offrendo spiega Ferrari “occasioni di crescita a migliaia di donne e uomini in Africa e nel nostro territorio”.

 

“Ora che il governo italiano sdogana con lo show del Piano Mattei un modello di cooperazione che è sempre stato il nostro, Fugatti e compagni non hanno più scusanti: devono – continua Sara Ferrari - ripristinare il sostegno a quei progetti, alle realtà trentine che operano con grande capacità, sottoposta anche a valutazione tecnica terza e che sono stati chiusi per un capriccio politico, per una posizione di pregiudizio ottuso, con una leggerezza che ha ignorato e sbeffeggiato quel volontariato di qualità che allora e oggi ci viene riconosciuto da tutta Europa”.

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